Ultimamente il tempo per cucinare è sempre poco, anzi ilò tempo che ho per fare qualunque cosa, dovrei cercare di organizzarmi meglio, ma spesso mi accorgo di arrivare a fine giornata avendo fatto la metà di quello che avrei voluto.
Il fatto però che non abbia tutto il tempo che vorrei per dedicarmi alla cucina mi spinge a cercare ricette più veloci.
Un bel secondo semplice semplice, ma con un bel sapore deciso, perfetto con un po' di verdure grigliate, o una bella insalata, ma anche perchè no con del riso basmati bianco.
Ingredienti:
500 gr petto di pollo
300 gr yogurt magro (va bene anche lo yogurt greco)
2 cucchiai di paprika
olio extravergine d'oliva
sale
Preparazione:
Tagliate il petto di pollo a cubetti.
Mescolate lo yogurt con la paprika, un cucchiaio di olio e un po' di sale.
Mettete il pollo nello yogurt e fatelo marinare coperto in frigorifero per 3 o 4 ore.
Scaldate molto bene una padella e versateci il pollo con la marinata.
Fate cuocere fino a quando la marinata non si sarà asciugata e il pollo un po' rosolato all'esterno.
Potrebbe essere che il pollo risulti un po' asciutto, un idea sarebbe quella di preparare un po' di yogurt e paprika a parte da accompagnare come salsa.
"Sapete qual è il bello del buon cibo? Che riunisce le persone...di qualunque genere...perchè riscalda il cuore di tutti e sulle labbra fa nascere un sorriso..."
martedì 29 marzo 2016
sabato 26 marzo 2016
Cheescake ai 3 cioccolati
Questa è una ricetta che ho fatto un po' di tempo fa, ma devo dire che mi era piaciuta molto, beh insomma, io amo il cioccolato quindi pare ovvio.
In più devo dire che è piuttosto scenografica con i suoi strati di colore ben dfinito, ma molto semplice da realizzare e anche senza cottura.
Dato che si tratta di preparazioni fondamentalmente uguali ma da fare in sequenza ho preferito dividere la lista ingredienti secondo appunto le varie fasi della ricetta.
Ingredienti:
200 gr di biscoti al cacao
100 gr di burro
50 gr cioccolato fondente
250 gr di formaggio spalmabile
3 gr di gelatina
80 ml di panna
20 gr di zucchero a velo
50 gr cioccolatoal latte
250 gr di formaggio spalmabile
3 gr di gelatina
80 ml di panna
20 gr di zucchero a velo
50 gr cioccolato bianco
250 gr di formaggio spalmabile
3 gr di gelatina
80 ml di panna
20 gr di zucchero a velo
Preparazione:
Sbriciolare molto finemente i biscotti, unirli al burro fuso e una volta amalgamato il tutto disporli sulla base della tortiera precedentemente ricoperta di carta da forno, livellare bene e pressare.
Lasciare riposare in frigo.
Far sciogliere il cioccolato fondente tritato grossolanamente a bagnomaria, versaroo nel formaggio e mescolare.
Scaldare la panna e scioglierci la gelatina.
Unire la panna alla crema al cioccolato e versare sulla base di biscotto.
Posizionare la teglia freddare in frigo per 15 minuti circa.
Nel frattempo preparare, con lo stesso procedimento, il secondo strato di crema utilizzando il cioccolato al latte, ed infine con il cioccolato bianco.
Lasciare freddare in frigo per qualche ora prima di servirla.
In più devo dire che è piuttosto scenografica con i suoi strati di colore ben dfinito, ma molto semplice da realizzare e anche senza cottura.
Dato che si tratta di preparazioni fondamentalmente uguali ma da fare in sequenza ho preferito dividere la lista ingredienti secondo appunto le varie fasi della ricetta.
Ingredienti:
200 gr di biscoti al cacao
100 gr di burro
50 gr cioccolato fondente
250 gr di formaggio spalmabile
3 gr di gelatina
80 ml di panna
20 gr di zucchero a velo
50 gr cioccolatoal latte
250 gr di formaggio spalmabile
3 gr di gelatina
80 ml di panna
20 gr di zucchero a velo
50 gr cioccolato bianco
250 gr di formaggio spalmabile
3 gr di gelatina
80 ml di panna
20 gr di zucchero a velo
Preparazione:
Sbriciolare molto finemente i biscotti, unirli al burro fuso e una volta amalgamato il tutto disporli sulla base della tortiera precedentemente ricoperta di carta da forno, livellare bene e pressare.
Lasciare riposare in frigo.
Far sciogliere il cioccolato fondente tritato grossolanamente a bagnomaria, versaroo nel formaggio e mescolare.
Scaldare la panna e scioglierci la gelatina.
Unire la panna alla crema al cioccolato e versare sulla base di biscotto.
Posizionare la teglia freddare in frigo per 15 minuti circa.
Nel frattempo preparare, con lo stesso procedimento, il secondo strato di crema utilizzando il cioccolato al latte, ed infine con il cioccolato bianco.
Lasciare freddare in frigo per qualche ora prima di servirla.
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martedì 8 marzo 2016
Ritratto di Signora: Speciale 8 Marzo
In occasione della Giornata Mondiale della Donna, noi di Ritratto di Signora abbiamo sempre voluto sottolinearne l'importanza ed il valore storico ed umano.
Lo abbiamo fatto con le parole di una canzone, con la forza delle immagini, attraverso le eroine dei nostri libri preferiti,
Anche quest'anno, nonostante sia solo di ieri l'appuntamento mensile, vogliamo fermarci un attimo e dare spazio a quelle emozioni travolgenti che le storie di donne forti, caparbie, determinate suscitano. E lo facciamo attraverso un film.
BUONA VISIONE
Nel 1968, nella fabbrica della Ford di Dagenham lavorano 187 donne, addette al confezionamento delle coperture dei sedili.
Ogni giorno, in un capannone fatiscente, troppo caldo in estate, troppo freddo in inverno, e dove piove dentro, si siedono alle loro machine da cucire e mettono insieme i vari pezzi, quasi fosse un puzzle, fino a ricreare l'intera copertura dei sedili.
La definizine professionale è quella di operaie non specializzate, i loro stipendi sono di molto inferiori rispetto a quello dei colleghi uomini, che le sottovalutano e sminuiscono il loro lavoro, perché in fondo non è mica importante quello che fanno, sono solo le coperture dei sedili.
Le operaie si rganizzano allora. E cominciano uno sciopero che con il protrarsi del tempo costringerà la fabbrica a fermarsi.
Porteranno la loro protesta fino a Londra, fino al parlamento, trovando anche appoggi nella deputata Barbara Castle, e ponendo aon la loro protesta le basi della Legge sulla Parità di Retribuzione.
"Sei un Santo allora? perchè ci tratti alla pari? è come dovrebbe
essere, Cristo, Eddy! Per cosa credi che facciamo sciopero, eh?
Comunque è vero tu non bevi molto, non scommetti, stai con i figli, non
ci picchi… oh come sono fortunata! Per l’amor del cielo Eddy, è come
dovrebbe essere! Cerca di rendertene conto: SONO DIRITTI NON PRIVILEGI!!"
Grazie Fede, Monica, Miki, Francesca, Daniela, Jennifer
lunedì 7 marzo 2016
Ritratto di Signora: Mary Anning
Siamo già a Marzo, ionemmeno me ne sono resa conto, ma ci siamo, ed eccoci qui con il nostro solito appuntamento.
Vediamo quindi quello che ha scritto per noi Daniela.
Per
il Ritratto di Signora di oggi ho deciso di prendere spunto da un
libro che ho letto recentemente - Strane creature di Tracy Chevalier
recensione qui
- e che mi ha portato a conoscenza di una donna che ha cambiato la
storia e che io fino a quel momento ignoravo: Mary Anning
(1799-1847) nata e vissuta a Lyme Regis, all’incrocio fra le
scogliere del Dorset e del Devon, in una famiglia tutt'altro che
benestante. Il padre, falegname di professione, abbinava al suo
lavoro quello del cercatore di fossili sulle spiagge locali - ricche
di fossili del periodo Giurassico - con lo scopo di rivenderli ai
turisti; Lyme Regis agli inizi del 1800 era infatti diventata meta
turistica ambita per le famiglie nobili e benestanti della città di
Londra.
Nel 1820 Mary trova il primo scheletro incompleto di
plesiosauro, seguito due anni dopo da uno completo.
La ragazza rischiò più volte la vita durante le sue
ricerche ma il richiamo dei "ninnoli", come li chiamava
lei, era più forte di qualsiasi altra cosa e la sua capacità di
scovarli era impressionante.
Quello che più mi è piaciuto della storia di Mary Anning è probabilmente la determinazione che ha dimostrato nel portare avanti la sua attività. Attività a quanto pare ad uso prettamente maschile, come spesso era all'epoca, eppure, sebbene con fatica è riuscita a trovare il suo spazio, anche se poco ricnosciuta.
Come sempre potete trovare l'articolo anche sui blog di
Monica Book Land
Miki Miki In The Pinkland
Francesa di Franci lettrice sognatrice
Vediamo quindi quello che ha scritto per noi Daniela.

Mary
apprese prestissimo dal padre l'arte della ricerca dei fossili fino a
farlo diventare un lavoro, soprattutto dopo la morte di quest'ultimo.
Era scavando sulle spiagge di Lyme, in inverno, alla base delle
instabili scogliere, in solitudine, rischiando spesso la vita che
Mary contribuiva al sostentamento della famiglia
![]() | |
|
Nel
1811 (altre fonti riportano 1809 e 1810) Joseph Anning, fratello
maggiore di Mary, trova il teschio lungo più di un metro di un
ittiosauro. Mary pochi mesi dopo - aveva solo 12 anni - riesce
ad individuare il resto del corpo. Capace di raffigurarsi la sagoma
di un animale – vissuto milioni di anni prima e che non somiglia a
quelli che può vedere attorno a sé – in frammenti di ossa,
accurata nel ricomporli, sei anni dopo ne ricostruisce lo scheletro
intero e l’esploratore tedesco Ludwig Deichart la soprannomina «la
principessa della paleontologia». Inizialmente l'esemplare viene
identificato come coccodrillo ed acquistato da Henry Hoste Henley,
Lord del luogo che lo compra da Mary per 23 pounds, e che lo rivende
a sua volta a William Bullock, collezionista di curiosità
naturalistiche. Ma è Charles Konig, un naturalista che lavora presso
il British Museum a dargli il nome e una sistemazione definitiva
presso il museo. Negli anni Mary ne scoprirà poi diversi altri, più
o meno completi.
La
sua reputazione cresce, il reddito no, fino a quando il colonnello
Thomas James Birch mette invece all’asta fra i conoscitori europei
i fossili che aveva acquisito dalla famiglia Anning e consegna a lei
i proventi: 400 sterline.![]() |
Scheletro di Plesiosauro
|
Per
il numero assolutamente inconsueto di vertebre del collo (35), mai
osservate fino a quel momento in nessun organismo vivente,
inizialmente la scoperta genera i sospetti del naturalista ed
anatomista francese Georges Cuvier, considerato a quel tempo autorità
assoluta nel suo campo. Una tale accusa di falsificazione, anche non
provata, avrebbe potuto mettere in grande imbarazzo Mary ed il suo
commercio, togliendo credibilità ai suoi ritrovamenti. Grazie al
secondo esemplare completo e all'appoggio della Geological Society, i
dubbi cadono e Cuvier ritira le sue perplessità.
Da
quel momento Mary annota e critica articoli scientifici che si fa
mandare dai visitatori, impara l’anatomia sezionando pesci e seppie
per meglio visualizzare, per similitudine, la forma di specie
estinte. A 27 anni, con i risparmi compra una casa e al pianterreno
apre l’Anning’s Fossil Depot, assistita da una signorina
di buona famiglia, Elizabeth Philpot - altra protagonista del libro
della Chevalier - che ne diventa l’amica e la collaboratrice. Il
deposito è presto frequentato da celebrità come re Federico Augusto
II di Sassonia o i “fossilisti” del museo di storia naturale di
Londra e di quello di New York.
![]() |
Scheletro di Pterosauro
|
l 1828 è la volta del primo fossile di rettile volante mai trovato in Inghilterra, anche se incompleto, uno pterosauro; scoprì inoltre varie nuove specie di fossili di pesci, tra cui la prima Squaloraja, nel dicembre del 1829. Mary Anning ne ricava 210 sterline e dovrebbe finalmente vivere con un po’ di agio. Ma nel 1835 perde tutti i risparmi in un investimento sbagliato. Attraverso la nuova British Society for the Advancement of Science, Buckland le fa avere una pensione dal governo, per “contributi eccezionali alla scienza”. |
Inutile
specificare che essendo nata donna, alla fine del 1700, da una
famiglia di bassissima estrazione sociale, Mary ebbe pochissimi, se
non quasi nulli, riconoscimenti della sua opera in vita, nonostante
durante le sue ricerche fosse venuta in contatto con importanti
personaggi del campo scientifico che spesso la contattavano per
chiederle pareri o per acquistare da lei pezzi dei suoi ritrovamenti.
Nessuno di loro fece comunque mai un cenno a Mary nominandola
apertamente nelle loro relazioni scientifiche. Non è ammessa nemmeno
in visita alla Geological Society di Londra anche se i membri ne
usano le opinioni e le scoperte (tra cui il fatto che certi sassi
friabili erano in realtà coproliti, feci fossilizzate) per iscrivere
la storia della vita e della morte delle specie nel «tempo profondo»
delle ere geologiche, e approdare con Charles Darwin alla teoria
dell’evoluzione.
![]() |
Fossile di Squaloraja
|
Nel
libro della Chevalier viene dato molto risalto a questa parte della
storia e l'autrice riesce a raccontare in modo molto vivido sia le
fasi di ricerca/ritrovamento che quella di pulizia/preparazione dei
pezzi. Altro punto importante è l'amicizia e collaborazione di Mary
con Elizabeth Philpot. Fu proprio un parente di quest'ultima - Thomas
Philpot - a commissionare la costruzione del Lyme Regis Museum,
costruito nel 1901 in una delle più antiche parti della città, un
tempo affollata di case.
Mary
muore a 47 anni, di cancro al seno. De la Bèche, presidente della
Geological Society, ne pronuncia l’elogio funebre davanti
all’assemblea, come se lei ne avesse fatto parte. Anni dopo,
Charles Dickens racconterà sulla rivista letteraria All the Year
Round la vita della «figlia del carpentiere che si guadagnò un nome
tutto per sé e se lo meritava.»
Peccato
che la donna, nella sua pur così importante vita, non abbia mai
avuto in vita i riconoscimenti che si sarebbe meritata.
Bibliografia:
Quello che più mi è piaciuto della storia di Mary Anning è probabilmente la determinazione che ha dimostrato nel portare avanti la sua attività. Attività a quanto pare ad uso prettamente maschile, come spesso era all'epoca, eppure, sebbene con fatica è riuscita a trovare il suo spazio, anche se poco ricnosciuta.
Come sempre potete trovare l'articolo anche sui blog di
Monica Book Land
Miki Miki In The Pinkland
Francesa di Franci lettrice sognatrice
Daniela Un libro per amico
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