Ho visto questa ricetta per la prima volta una o due settimane fa sul blog Crema e Panna, molto incuriosita ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che questa ricetta è l'ultima moda delle food blogger, tutte ci hanno provato, ognuna adattando la ricetta al loro gusto (ovviamente il mio gusto è la nutella, non ve lo aspettvate vero?! Non la uso mai!).
Non vedevo l'ora di provarla, quindi ho colto la palla al balzo e approfittato del compleanno di papà la scorsa settimana.
Perchè questa torta è magica? Si tratta di un unico impasto che risulta molto liquido, e mentre cuoce si formano tre strati con tre consistenze distinte: la base risulta piuttosto compatta e consistente, tipo flan, la parte centrale è morbida e cremosa, tipo budino, e la parte superirore invece è soffice tipo pan di spagna.
La ricetta non è difficile, però esattamente come le fate che muoiono se qualcuno dice che non esistono, e si salvano solo se ci si crede veramente, dovete fidarvi che seguendo in maniera assolutamente scrupolosa le indicazioni della ricetta, avverà la magia.
Dato che non ho trovato una ricetta di torta magica alla nutella come dicessi io, dopo aver studiato parecchi blog, ho apportato le mie modifiche alla torta et voilà.
Tre strati.
Tre consistenze ben distinte.
Un solo ottimo sapore.
Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro.
Ingredienti:
4 uova
150 gr di zucchero
80 gr di burro (avendo aggiunto io la Nutella, ho abbassato un po' la quantità di burro prevista nella ricetta originale)
115 gr di farina
500 ml di latte
1 cucchiaio di acqua fredda
1 cucchiaino di succo di limone o aceto (io ho usato il limone)
2 cucchiai di Nutella
Procedimento:
Per prima cosa fate sciogliere il burro in un pentolino insieme alla Nutella, una volta che tutto è sciolto e amalgamato versatelo in una ciotola e lasciatelo raffreddare.
Separate le uova (rigorosamente a temperatura ambiente).
Mettete lo zucchero con i tutorli e montateli a lungo con le fruste fino a renderli chiari e spumosi (ci vorranno circa 10 minuti).
Aggiungete l'acqua e il burro e nutella frusi e raffreddati e montateli ancora con le fruste per qualche minuto.
Fate scaldare il latte.
Aggiungete, poco alla volta, alla spuma di tuorli la farina setacciata e mescolate delicatamente fino ad amalgamere bene il tutto.
Sempre mescolando aggiungete il latte lentamente mescolando bene fino a quando risulterà omogeneo (sarà molto liquido, non preoccupatevi).
Montate gli albumi a neve con il limone.
Aggingete gli albumi al resto dell'impasto a più riprese mescolando piano per rendere il tutto ben amalgamato.
Versate il composto in una tortiera quadrata di 20-22 cm di lato imburrata e infarinata (o rivestita con la carta da forno come ho fatto io) e cuocete 160° per 60 minuti.
Una volata che la torta è cotta spegnete il forno e lasciatela riposare altri 10 minuti prima di aprirlo (lo so la tentazione di aprire lo sportello per controllare la cottura è grande, ma non cedete, manca poco).
Tirate la teglia fuori e lasciate raffreddare la torta.
Una volta fredda mettete la torta in frigo per un paio d'ore almeno.
Prima di servirla spolverizzate la torta con lo zucchero a velo e tagliatela a quadretti
"Sapete qual è il bello del buon cibo? Che riunisce le persone...di qualunque genere...perchè riscalda il cuore di tutti e sulle labbra fa nascere un sorriso..."
martedì 17 dicembre 2013
lunedì 9 dicembre 2013
Stella di Panbrioches alla Nutella
Ho visto questa ricetta girare su facebook più o meno ovunque e anche io ho dovuto provarla.
Devo dire che è molto scenografica e anche molto natalizia (ma credo che la rifarò anche passato questo periodo).
Sicuramente può essere un'ottima idea per la colazione della mattina di Natale.
Ingredienti:
300 gr di farina 00
300 gr di farina manitoba
2 uova
60 gr zucchero
180 ml di latte
30 gr burro
1 bustina di lievito di birra secco
8/10 cucchiai di nutella
2 cucchiai di latte
Procedimento:
Mescolate tra loro le farine il lievito e lo zucchero.
Sul piano di lavoro formate una fontana.
Fate sciogliere il burro e mescolatelo con il latte tiepido.
Rompete le uova nella fontana di farine, sbattetele leggermente e cominciate ad impastare aggiungendo a filo il latte e burro.
Una volta che l'impasto sarà pronto dividetelo in 4 parti uguali, formate delle palle e lasciatele lievitare, coperte, in un luogo caldo e asciutto fino a che il volume non sarà raddoppiato (ci vorrà circa un' ora, ma dipende dalle condizioni della stanza dove lavorate).
Una volta che l'impasto è lievitato stendetelo in dischi di circa 25 cm di diametro.
Scaldate la Nutella in un pentolino con dell'acqua in mopdo da renderla più liquida e spalmetela sul primo disco, coprite col secondo e spalmetelo ancora con la Nutella, coprite con il terzo disco di pasta, spalmate di nuovo la Nutella, e coprite con l'ultimo disco.
Tagliate il disco in 4 parti lasciando il centro intatto (posizionate in mezzo un bicchiere o un tagliapasta rotondo per aiutarvi). dividete gli spicchi a metà e poi ancora a metà in modo da ottenere 16 raggi.
Ora rigirate gli spicchi a due a due verso l'esterno.
Una volta finito di rigirare gli spicchi lasciate lievitare ancora per un ora circa.
Ore delicatamente spennellate la superficie della torta con del latte.
Infornate a forno caldo a 180° per 20 minuti circa.
Devo dire che è molto scenografica e anche molto natalizia (ma credo che la rifarò anche passato questo periodo).
Sicuramente può essere un'ottima idea per la colazione della mattina di Natale.
Ingredienti:
300 gr di farina 00
300 gr di farina manitoba
2 uova
60 gr zucchero
180 ml di latte
30 gr burro
1 bustina di lievito di birra secco
8/10 cucchiai di nutella
2 cucchiai di latte
Procedimento:
Mescolate tra loro le farine il lievito e lo zucchero.
Sul piano di lavoro formate una fontana.
Fate sciogliere il burro e mescolatelo con il latte tiepido.
Rompete le uova nella fontana di farine, sbattetele leggermente e cominciate ad impastare aggiungendo a filo il latte e burro.
Una volta che l'impasto sarà pronto dividetelo in 4 parti uguali, formate delle palle e lasciatele lievitare, coperte, in un luogo caldo e asciutto fino a che il volume non sarà raddoppiato (ci vorrà circa un' ora, ma dipende dalle condizioni della stanza dove lavorate).
Una volta che l'impasto è lievitato stendetelo in dischi di circa 25 cm di diametro.
Scaldate la Nutella in un pentolino con dell'acqua in mopdo da renderla più liquida e spalmetela sul primo disco, coprite col secondo e spalmetelo ancora con la Nutella, coprite con il terzo disco di pasta, spalmate di nuovo la Nutella, e coprite con l'ultimo disco.
Tagliate il disco in 4 parti lasciando il centro intatto (posizionate in mezzo un bicchiere o un tagliapasta rotondo per aiutarvi). dividete gli spicchi a metà e poi ancora a metà in modo da ottenere 16 raggi.
Ora rigirate gli spicchi a due a due verso l'esterno.
Una volta finito di rigirare gli spicchi lasciate lievitare ancora per un ora circa.
Ore delicatamente spennellate la superficie della torta con del latte.
Infornate a forno caldo a 180° per 20 minuti circa.
lunedì 2 dicembre 2013
Ritratto di Signora: Temple Grandin
Dicembre è iniziato, Natale si avvicina, e noi siamo qui con la nostra rubrica.
Questo mese tocca a me.
Per il mio articolo ho scelto questa donna perché è un argomento che mi tocca molto da vicino.
Temple Grandin è docente di scienze
del comportamento animale alla Colorado State University, un
personaggio di spicco a livello mondiale nella progettazione degli
allevamenti per mucche.
Costruisce quindi una macchina dotata
di due pannelli che, regolandone l'intensità la stringevano da
entrambi i lati impedendole di muoversi e dandole lo stesso benefico
effetto di quegli abbracci che non riusciva a ricevere per via della
sua disfunzione di integrazione sensoriale, a causa della quale non
gradiva il contatto fisico con le persone.
Sulla base della sua personale
esperienza ha invocato l’intervento ed il supporto di insegnamenti
che possano risolvere le problematiche dei bambini autistici,
combattendo comportamenti inadatti per altri più adeguati. Ha
raccontato di essere ipersensibile ai rumori e ad altri stimoli
sensoriali e di provare il bisogno di trasformare ogni cosa in
immagini visive. Secondo Temple il suo successo nel lavoro di
progettista dipende proprio dalla sua condizione di autistica. È a
partire da tale condizione infatti che riesce a soffermarsi su
dettagli minutissimi ed è in grado di utilizzare la memoria visuale
come fosse un supporto audiovisivo, sperimentando mentalmente le
diverse soluzioni da adottare. In tal modo riesce a prevedere anche
le sensazione che proveranno gli animali sui quali verrà utilizzata
l’attrezzatura.
Temple Grandin
porta avanti una battaglia in cui cerca di spiegare cosa significa
convivere con un disturbo del genere, non è per nulla facile con un
disturbo come il suo mettersi sotto i riflettori. Ci vuole così
tanto coraggio e così tanta padronanza di sé che io per prima non
sono sicura che sarei in grado di fare una cosa del genere, e io non
ho devo affrontare tutte le difficoltà con le quali lei si scontra.
Sono rimasta affascinata da questa donna dopo averla vista in una
puntata di un programma televisivo. Sono andata a cercare
informazioni su di lei, ho visto i video di alcune sue conferenze, e
ho cercato il film, che mi ha commosso fino alle lacrime.
E potete venirci a trovare sulla nostra pagina Facebook
Questo mese tocca a me.
Per il mio articolo ho scelto questa donna perché è un argomento che mi tocca molto da vicino.

Nasce nel 1947 a Boston.
All'età di 2 anni le viene
diagnosticato un danno celebrale, e alcuni anni più tardi venne
accertato il suo autismo.
In quegli anni la scienza classificava
l'autismo come una forma di schizofrenia, e le madri erano accusate
essere la causa del disturbo in quanto si sosteneva che fossero
fredde e distaccate verso i loro figli autistici, chiamandole Madri
Frigorifero.
In seguito alla
diagnosi però la madre si rifiuta di seguire il consiglio del
diagnosta di mettere Temple in un istituto, e con molta caparbietà
riesce ad insegnarle a parlare, e la aiuta ad inserirsi nella vita
tutti i giorni.
Fin da
bambina
Temple ha sempre avuto
più facilità di rapporto con le mucche che con le persone, che
a fatica accettavano la grave forma di autismo di cui soffre. Quando
sua madre la teneva in braccio, Temple si irrigidiva e la graffiava
cercando di divincolarsi.
Ma con le mucche era diverso: da
ragazzina nel ranch di sua zia in Arizona passava ore sdraiata tra
questi animali. Le accarezzava, ne percepiva gli umori, ne capiva le
paure.
È proprio osservando le mucche che
riesce a trovare un modo per “curare” se stessa.
Nota infatti l'effetto calmante che
aveva sugli animali che dovevano essere visitati e/o vaccinati dal
veterinario un recinto molto costrittivo, nel quale l'animale non
riusciva a girarsi, un effetto paragonabile
all'abbraccio della madre
su di un bambino agitato.
Per questo la chiamò la macchina degli
abbracci.
Afferma di considerarsi fortunata per
aver goduto di un buon supporto sia al tempo in cui frequentava la
scuola primaria che successivamente.
Temple negli anni a seguire conseguì
una laurea di primo livello in psicologia al Franklin Pierce College
(1970), successivamente si laureò in zoologia all’Università
Statale dell’Arizona nel 1975, e completò poi il dottorato di
ricerca in zoologia presso l’Università dell’Illinois nel 1989.
Dopo essersi laureata comincia a
lavorare in un ranch, e grazie alle sue osservazioni progetta delle
strutture che prendano spunto dal comportamento naturale degli
animali, perché il fatto che siano destinati al macello non
giustifica che debbano subire un trattamento disumano.
Ed è proprio grazie al suo lavoro che
Temple Grandin è forse l’unica persona al mondo che ha ricevuto
riconoscimenti sia dalle associazioni animaliste sia dagli allevatori
di bestiame di ogni continente.
È considerata un'importante attivista
del movimento dei diritti delle persone autistiche dai quali a sua
volta è frequentemente citata.
Il suo merito principale è stato
quello di presentare il punto di vista delle persone autistiche,
contribuendo in tal modo all’affinamento di metodologie di
intervento più adatte a supportare le persone colpite da questa
sindrome.
Nonostante all'epoca in cui le
diagnosticarono l'autismo i dottori le avevano predetto una vita
rinchiusa in strutture specializzate, tutt'oggi all'età si 63 anni
Temple gira il mondo tenedo conferenze sulla sua condizione di
persona autistica, spiegando con parole chiare cosa significa e come
funziona il suo cervello
“Io penso per immagini. Non penso
col linguaggio. […] Cosa vuol dire pensare per immagini?
Letteralmente è il cinema nella testa. La mia mente funziona come
Google per le immagini. Quando ero bambina non sapevo che il mio modo
di pensare fosse diverso. Pensavo che tutti pensassero per immagini.
E poi quando ho scritto il libro “Pensare in immagini” ho
cominciato a intervistare la gente su come pensa. Ed è stato
sconvolgente scoprire che il mio modo di pensare era parecchio
diverso. (Temple Grandin, TED Talks, febbraio 2010) “
Della sua vita
hanno anche fatto un film Temple Grandin
- Una donna straordinaria che
racconta gli anni dell'adolescenza e dell'università concludendosi
con una scena dove lei e la madre vanno ad una conferenza
sull'autismo e alla quale, con una dose di coraggio non indifferente
a mio parere, Temple prende la parola e racconta la sua esperienza
davanti a dottoroni e luminari, afferma che dall'autismo non si
guarisce, ma spiega come rendere le differenze punto di forza, perché
lei è, come diceva sempre sua madre, “Diversa,
ma non inferiore”

Il solo fatto che
una persona autistica parli in prima persona di questo disturbo penso
che possa dare speranza a molte famiglie che si trovano ad affrontare
gli stessi problemi, dall'autismo non si guarisce, lo so bene, ma
questa è la dimostrazione che c'è molto di più di quello che le
persone “normali” normalmente si aspettano.
Come sempre potete leggere questo articolo anche sui blog di:
Clara ThePauperFashionistE potete venirci a trovare sulla nostra pagina Facebook
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