Ho visto questa ricetta per la prima volta una o due settimane fa sul blog Crema e Panna, molto incuriosita ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che questa ricetta è l'ultima moda delle food blogger, tutte ci hanno provato, ognuna adattando la ricetta al loro gusto (ovviamente il mio gusto è la nutella, non ve lo aspettvate vero?! Non la uso mai!).
Non vedevo l'ora di provarla, quindi ho colto la palla al balzo e approfittato del compleanno di papà la scorsa settimana.
Perchè questa torta è magica? Si tratta di un unico impasto che risulta molto liquido, e mentre cuoce si formano tre strati con tre consistenze distinte: la base risulta piuttosto compatta e consistente, tipo flan, la parte centrale è morbida e cremosa, tipo budino, e la parte superirore invece è soffice tipo pan di spagna.
La ricetta non è difficile, però esattamente come le fate che muoiono se qualcuno dice che non esistono, e si salvano solo se ci si crede veramente, dovete fidarvi che seguendo in maniera assolutamente scrupolosa le indicazioni della ricetta, avverà la magia.
Dato che non ho trovato una ricetta di torta magica alla nutella come dicessi io, dopo aver studiato parecchi blog, ho apportato le mie modifiche alla torta et voilà.
Tre strati.
Tre consistenze ben distinte.
Un solo ottimo sapore.
Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro.
Ingredienti:
4 uova
150 gr di zucchero
80 gr di burro (avendo aggiunto io la Nutella, ho abbassato un po' la quantità di burro prevista nella ricetta originale)
115 gr di farina
500 ml di latte
1 cucchiaio di acqua fredda
1 cucchiaino di succo di limone o aceto (io ho usato il limone)
2 cucchiai di Nutella
Procedimento:
Per prima cosa fate sciogliere il burro in un pentolino insieme alla Nutella, una volta che tutto è sciolto e amalgamato versatelo in una ciotola e lasciatelo raffreddare.
Separate le uova (rigorosamente a temperatura ambiente).
Mettete lo zucchero con i tutorli e montateli a lungo con le fruste fino a renderli chiari e spumosi (ci vorranno circa 10 minuti).
Aggiungete l'acqua e il burro e nutella frusi e raffreddati e montateli ancora con le fruste per qualche minuto.
Fate scaldare il latte.
Aggiungete, poco alla volta, alla spuma di tuorli la farina setacciata e mescolate delicatamente fino ad amalgamere bene il tutto.
Sempre mescolando aggiungete il latte lentamente mescolando bene fino a quando risulterà omogeneo (sarà molto liquido, non preoccupatevi).
Montate gli albumi a neve con il limone.
Aggingete gli albumi al resto dell'impasto a più riprese mescolando piano per rendere il tutto ben amalgamato.
Versate il composto in una tortiera quadrata di 20-22 cm di lato imburrata e infarinata (o rivestita con la carta da forno come ho fatto io) e cuocete 160° per 60 minuti.
Una volata che la torta è cotta spegnete il forno e lasciatela riposare altri 10 minuti prima di aprirlo (lo so la tentazione di aprire lo sportello per controllare la cottura è grande, ma non cedete, manca poco).
Tirate la teglia fuori e lasciate raffreddare la torta.
Una volta fredda mettete la torta in frigo per un paio d'ore almeno.
Prima di servirla spolverizzate la torta con lo zucchero a velo e tagliatela a quadretti
"Sapete qual è il bello del buon cibo? Che riunisce le persone...di qualunque genere...perchè riscalda il cuore di tutti e sulle labbra fa nascere un sorriso..."
martedì 17 dicembre 2013
lunedì 9 dicembre 2013
Stella di Panbrioches alla Nutella
Ho visto questa ricetta girare su facebook più o meno ovunque e anche io ho dovuto provarla.
Devo dire che è molto scenografica e anche molto natalizia (ma credo che la rifarò anche passato questo periodo).
Sicuramente può essere un'ottima idea per la colazione della mattina di Natale.
Ingredienti:
300 gr di farina 00
300 gr di farina manitoba
2 uova
60 gr zucchero
180 ml di latte
30 gr burro
1 bustina di lievito di birra secco
8/10 cucchiai di nutella
2 cucchiai di latte
Procedimento:
Mescolate tra loro le farine il lievito e lo zucchero.
Sul piano di lavoro formate una fontana.
Fate sciogliere il burro e mescolatelo con il latte tiepido.
Rompete le uova nella fontana di farine, sbattetele leggermente e cominciate ad impastare aggiungendo a filo il latte e burro.
Una volta che l'impasto sarà pronto dividetelo in 4 parti uguali, formate delle palle e lasciatele lievitare, coperte, in un luogo caldo e asciutto fino a che il volume non sarà raddoppiato (ci vorrà circa un' ora, ma dipende dalle condizioni della stanza dove lavorate).
Una volta che l'impasto è lievitato stendetelo in dischi di circa 25 cm di diametro.
Scaldate la Nutella in un pentolino con dell'acqua in mopdo da renderla più liquida e spalmetela sul primo disco, coprite col secondo e spalmetelo ancora con la Nutella, coprite con il terzo disco di pasta, spalmate di nuovo la Nutella, e coprite con l'ultimo disco.
Tagliate il disco in 4 parti lasciando il centro intatto (posizionate in mezzo un bicchiere o un tagliapasta rotondo per aiutarvi). dividete gli spicchi a metà e poi ancora a metà in modo da ottenere 16 raggi.
Ora rigirate gli spicchi a due a due verso l'esterno.
Una volta finito di rigirare gli spicchi lasciate lievitare ancora per un ora circa.
Ore delicatamente spennellate la superficie della torta con del latte.
Infornate a forno caldo a 180° per 20 minuti circa.
Devo dire che è molto scenografica e anche molto natalizia (ma credo che la rifarò anche passato questo periodo).
Sicuramente può essere un'ottima idea per la colazione della mattina di Natale.
Ingredienti:
300 gr di farina 00
300 gr di farina manitoba
2 uova
60 gr zucchero
180 ml di latte
30 gr burro
1 bustina di lievito di birra secco
8/10 cucchiai di nutella
2 cucchiai di latte
Procedimento:
Mescolate tra loro le farine il lievito e lo zucchero.
Sul piano di lavoro formate una fontana.
Fate sciogliere il burro e mescolatelo con il latte tiepido.
Rompete le uova nella fontana di farine, sbattetele leggermente e cominciate ad impastare aggiungendo a filo il latte e burro.
Una volta che l'impasto sarà pronto dividetelo in 4 parti uguali, formate delle palle e lasciatele lievitare, coperte, in un luogo caldo e asciutto fino a che il volume non sarà raddoppiato (ci vorrà circa un' ora, ma dipende dalle condizioni della stanza dove lavorate).
Una volta che l'impasto è lievitato stendetelo in dischi di circa 25 cm di diametro.
Scaldate la Nutella in un pentolino con dell'acqua in mopdo da renderla più liquida e spalmetela sul primo disco, coprite col secondo e spalmetelo ancora con la Nutella, coprite con il terzo disco di pasta, spalmate di nuovo la Nutella, e coprite con l'ultimo disco.
Tagliate il disco in 4 parti lasciando il centro intatto (posizionate in mezzo un bicchiere o un tagliapasta rotondo per aiutarvi). dividete gli spicchi a metà e poi ancora a metà in modo da ottenere 16 raggi.
Ora rigirate gli spicchi a due a due verso l'esterno.
Una volta finito di rigirare gli spicchi lasciate lievitare ancora per un ora circa.
Ore delicatamente spennellate la superficie della torta con del latte.
Infornate a forno caldo a 180° per 20 minuti circa.
lunedì 2 dicembre 2013
Ritratto di Signora: Temple Grandin
Dicembre è iniziato, Natale si avvicina, e noi siamo qui con la nostra rubrica.
Questo mese tocca a me.
Per il mio articolo ho scelto questa donna perché è un argomento che mi tocca molto da vicino.
Temple Grandin è docente di scienze
del comportamento animale alla Colorado State University, un
personaggio di spicco a livello mondiale nella progettazione degli
allevamenti per mucche.
Costruisce quindi una macchina dotata
di due pannelli che, regolandone l'intensità la stringevano da
entrambi i lati impedendole di muoversi e dandole lo stesso benefico
effetto di quegli abbracci che non riusciva a ricevere per via della
sua disfunzione di integrazione sensoriale, a causa della quale non
gradiva il contatto fisico con le persone.
Sulla base della sua personale
esperienza ha invocato l’intervento ed il supporto di insegnamenti
che possano risolvere le problematiche dei bambini autistici,
combattendo comportamenti inadatti per altri più adeguati. Ha
raccontato di essere ipersensibile ai rumori e ad altri stimoli
sensoriali e di provare il bisogno di trasformare ogni cosa in
immagini visive. Secondo Temple il suo successo nel lavoro di
progettista dipende proprio dalla sua condizione di autistica. È a
partire da tale condizione infatti che riesce a soffermarsi su
dettagli minutissimi ed è in grado di utilizzare la memoria visuale
come fosse un supporto audiovisivo, sperimentando mentalmente le
diverse soluzioni da adottare. In tal modo riesce a prevedere anche
le sensazione che proveranno gli animali sui quali verrà utilizzata
l’attrezzatura.
Temple Grandin
porta avanti una battaglia in cui cerca di spiegare cosa significa
convivere con un disturbo del genere, non è per nulla facile con un
disturbo come il suo mettersi sotto i riflettori. Ci vuole così
tanto coraggio e così tanta padronanza di sé che io per prima non
sono sicura che sarei in grado di fare una cosa del genere, e io non
ho devo affrontare tutte le difficoltà con le quali lei si scontra.
Sono rimasta affascinata da questa donna dopo averla vista in una
puntata di un programma televisivo. Sono andata a cercare
informazioni su di lei, ho visto i video di alcune sue conferenze, e
ho cercato il film, che mi ha commosso fino alle lacrime.
E potete venirci a trovare sulla nostra pagina Facebook
Questo mese tocca a me.
Per il mio articolo ho scelto questa donna perché è un argomento che mi tocca molto da vicino.

Nasce nel 1947 a Boston.
All'età di 2 anni le viene
diagnosticato un danno celebrale, e alcuni anni più tardi venne
accertato il suo autismo.
In quegli anni la scienza classificava
l'autismo come una forma di schizofrenia, e le madri erano accusate
essere la causa del disturbo in quanto si sosteneva che fossero
fredde e distaccate verso i loro figli autistici, chiamandole Madri
Frigorifero.
In seguito alla
diagnosi però la madre si rifiuta di seguire il consiglio del
diagnosta di mettere Temple in un istituto, e con molta caparbietà
riesce ad insegnarle a parlare, e la aiuta ad inserirsi nella vita
tutti i giorni.
Fin da
bambina
Temple ha sempre avuto
più facilità di rapporto con le mucche che con le persone, che
a fatica accettavano la grave forma di autismo di cui soffre. Quando
sua madre la teneva in braccio, Temple si irrigidiva e la graffiava
cercando di divincolarsi.
Ma con le mucche era diverso: da
ragazzina nel ranch di sua zia in Arizona passava ore sdraiata tra
questi animali. Le accarezzava, ne percepiva gli umori, ne capiva le
paure.
È proprio osservando le mucche che
riesce a trovare un modo per “curare” se stessa.
Nota infatti l'effetto calmante che
aveva sugli animali che dovevano essere visitati e/o vaccinati dal
veterinario un recinto molto costrittivo, nel quale l'animale non
riusciva a girarsi, un effetto paragonabile
all'abbraccio della madre
su di un bambino agitato.
Per questo la chiamò la macchina degli
abbracci.
Afferma di considerarsi fortunata per
aver goduto di un buon supporto sia al tempo in cui frequentava la
scuola primaria che successivamente.
Temple negli anni a seguire conseguì
una laurea di primo livello in psicologia al Franklin Pierce College
(1970), successivamente si laureò in zoologia all’Università
Statale dell’Arizona nel 1975, e completò poi il dottorato di
ricerca in zoologia presso l’Università dell’Illinois nel 1989.
Dopo essersi laureata comincia a
lavorare in un ranch, e grazie alle sue osservazioni progetta delle
strutture che prendano spunto dal comportamento naturale degli
animali, perché il fatto che siano destinati al macello non
giustifica che debbano subire un trattamento disumano.
Ed è proprio grazie al suo lavoro che
Temple Grandin è forse l’unica persona al mondo che ha ricevuto
riconoscimenti sia dalle associazioni animaliste sia dagli allevatori
di bestiame di ogni continente.
È considerata un'importante attivista
del movimento dei diritti delle persone autistiche dai quali a sua
volta è frequentemente citata.
Il suo merito principale è stato
quello di presentare il punto di vista delle persone autistiche,
contribuendo in tal modo all’affinamento di metodologie di
intervento più adatte a supportare le persone colpite da questa
sindrome.
Nonostante all'epoca in cui le
diagnosticarono l'autismo i dottori le avevano predetto una vita
rinchiusa in strutture specializzate, tutt'oggi all'età si 63 anni
Temple gira il mondo tenedo conferenze sulla sua condizione di
persona autistica, spiegando con parole chiare cosa significa e come
funziona il suo cervello
“Io penso per immagini. Non penso
col linguaggio. […] Cosa vuol dire pensare per immagini?
Letteralmente è il cinema nella testa. La mia mente funziona come
Google per le immagini. Quando ero bambina non sapevo che il mio modo
di pensare fosse diverso. Pensavo che tutti pensassero per immagini.
E poi quando ho scritto il libro “Pensare in immagini” ho
cominciato a intervistare la gente su come pensa. Ed è stato
sconvolgente scoprire che il mio modo di pensare era parecchio
diverso. (Temple Grandin, TED Talks, febbraio 2010) “
Della sua vita
hanno anche fatto un film Temple Grandin
- Una donna straordinaria che
racconta gli anni dell'adolescenza e dell'università concludendosi
con una scena dove lei e la madre vanno ad una conferenza
sull'autismo e alla quale, con una dose di coraggio non indifferente
a mio parere, Temple prende la parola e racconta la sua esperienza
davanti a dottoroni e luminari, afferma che dall'autismo non si
guarisce, ma spiega come rendere le differenze punto di forza, perché
lei è, come diceva sempre sua madre, “Diversa,
ma non inferiore”

Il solo fatto che
una persona autistica parli in prima persona di questo disturbo penso
che possa dare speranza a molte famiglie che si trovano ad affrontare
gli stessi problemi, dall'autismo non si guarisce, lo so bene, ma
questa è la dimostrazione che c'è molto di più di quello che le
persone “normali” normalmente si aspettano.
Come sempre potete leggere questo articolo anche sui blog di:
Clara ThePauperFashionistE potete venirci a trovare sulla nostra pagina Facebook
venerdì 29 novembre 2013
Strudel (una ragionevole imitazione per lo meno)
In frigorifero avevo un rotolo di pasta sfoglia e delle mele che stazionavano nel cassetto della frutta da qualche giorno.
Adoro lo strudel, ma qui non lo trovo mai uno buono come dico io, buono come quello che compravo quando andavo al campeggio tra le montagna del sudtirolo da adolescente.
Provare a farne uno come dico io era un'idea che mi frullava nella testa da un po', quindi ci ho provato.
Sì certo lo so che la sfoglia dello strudel non è la pasta sfoglia, però per un'improvvisazione veloce penso possa andare bene.
Ingredienti:
-3 mele
-2 cucchiai di zucchero
-1 cucchiaio di pinolo
-2 cucchiai di uvetta
-1/2 cucchiaino di cannella
-1 uovo
-2 cucchiai di latte
Procedimento:
Sbucciate le mele a cubetti piccoli.
Mettetele in una ciotola con un cucchiaio di zucchero, la cannella, i pinol i e l'uvetta che avrete pima risciacquato con acqua tiepida.
Mescolate il tutto molto bene in modo che tutti gli ingredienti siano ben amalgamati e zucchero e cannella distribuiti in maniera uniforme a "condire" il tutto.
Stendete la pasta sfoglia su una placca da forno, distribute le mele al centro e richiddete la pasta sfoglia.
Praticate dei tagli sulla parte superiore del rotolo.
Sbattete l'uovo con il latte e usatelo per spennellare abbondantemente la superficie e spolverate con lo zucchero.
Infornate a 180° per circa 40 minuti.
Adoro lo strudel, ma qui non lo trovo mai uno buono come dico io, buono come quello che compravo quando andavo al campeggio tra le montagna del sudtirolo da adolescente.
Provare a farne uno come dico io era un'idea che mi frullava nella testa da un po', quindi ci ho provato.
Sì certo lo so che la sfoglia dello strudel non è la pasta sfoglia, però per un'improvvisazione veloce penso possa andare bene.
Ingredienti:
-3 mele
-2 cucchiai di zucchero
-1 cucchiaio di pinolo
-2 cucchiai di uvetta
-1/2 cucchiaino di cannella
-1 uovo
-2 cucchiai di latte
Procedimento:
Sbucciate le mele a cubetti piccoli.
Mettetele in una ciotola con un cucchiaio di zucchero, la cannella, i pinol i e l'uvetta che avrete pima risciacquato con acqua tiepida.
Mescolate il tutto molto bene in modo che tutti gli ingredienti siano ben amalgamati e zucchero e cannella distribuiti in maniera uniforme a "condire" il tutto.
Stendete la pasta sfoglia su una placca da forno, distribute le mele al centro e richiddete la pasta sfoglia.
Praticate dei tagli sulla parte superiore del rotolo.
Sbattete l'uovo con il latte e usatelo per spennellare abbondantemente la superficie e spolverate con lo zucchero.
Infornate a 180° per circa 40 minuti.
mercoledì 27 novembre 2013
Doppi Cookies Nutella e Oreo
Ho letto Nutella, ho letto Oreo, non
potevo che fiondarmici.
Ho trovato questa ricetta grazie ad un
immagine su Instagram, per una volta il mio lavoro devo dire che è
stato semplice: solitamente quando cerco una ricetta con google devo
convertire le unità di misura e tradurre la ricetta con le mie poche
conoscenze linguistiche, e come se ciò non bastasse devo confrontare
le varie ricette e cercare di fare una media tra le varie quantità
per tirare poi fuori la mia ricetta, che poi probabilmente in corso
d'opera subirà altre modifiche.
Questa volta invece tutti i siti che
riportavano questa ricetta avevano le stesse identiche quantità, e
lo stesso procedimento, niente calcoli da fare.
Ingredienti:
360 gr farina
1 cucchiaino di
bicarbonato di sodio
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
225 gr di
burro ammorbidito
300 gr zucchero bianco
1 uovo
1 bacca di
vaniglia
125 gr di Nutella
8 biscotti Oreo schiacciati
Preparazione:
Preriscaldate il forno a 180°
Foderate una teglia con la carta da
forno.
Setacciate insieme la farina, il
bicarbonato ed il lievito.
In una ciotola lavorate il burro a
temperatura ambiente con lo zucchero fino a renderlo una crema
liscia.
Unite l'uovo e i semi della bacca di
vaniglia.
A poco a poco mescolate alla crema di
burro anche gli ingredienti secchi, fino a formare una pasta.
Dividete il composto a metà.
In una metà aggiungete gli oreo
schiacciati e mescolate fino a che i biscotti non saranno distribuiti
in maniera uniforme.
Nella seconda metà aggiungete la
Nutella e lavorate bene la Nutella fino ad amalgamarla per bene.
Mettete l'impasto con la Nutella sul
fondo della teglia coperto con carta da forno, e schiacciatelo bene, poi ricoprite con l'impasto
ai biscotti, sempre schiacciandolo un po', in modo da rendere il
tutto uniforme.
Infornate a 180° per circa 20 minuti
(fino a quando la parte superiore non comincia a diventare colorata).
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lunedì 18 novembre 2013
Ritratto di Signora: Cleopatra
Sì lo sappiamo, il primo lunedì di Novembre abbiamo mancato il nostro appuntamento e orra siamo qui per rimediare, quindi vi lasacio sucuto al ritratto di Clara
Questa
è una storia che fa brutto.
Anzi,
non brutto, proprio brutto brutto, eh.
Sedetevi,
prego.
Siamo
negli anni 50, ma non quelli in cui si cotonavano i capelli e si
metteva l'eyeliner.
No,
nemmeno quelli in cui si andava in giro col decolletè in bella
vista, anche se questo racconto è ambientato in un paese dove faceva
un caldo bboia e quindi per forza che tutte uscivano con la mercanzia
al vento.
Dai,
indovinate dove siamo.
Chi
ha detto Canicattì? No, sbagliato.
Manco
Rio de Janeiro, no.
Amici,
romani, concittadini: siamo in Egitto. E tra un po' capirete perchè
c'ho inserito quel “romani”.
Dunque,
Egitto. Non c'erano I cammellieri che cercavano di scroccare soldi ai
turisti giapponesi davanti alle Piramidi, non c'erano I venditori di
stampe su finta pergamena made in China, non c'erano gli hotel a
cinque stelle in cui comunque è meglio non mangiare polpette perchè
si sa che che non si è mai sicuri di quello che ci mettono dentro
'sti benedetti cosi (che magari va a finire come quando ti prendi
quelle dell'Ikea e scopri di esserti pappato il cavallo preferito di
Moira Orfei)...però c'era il Nilo, e c'erano le casettine belline di
fango, e c'era tanto, tanto scazzo nell'aria. E perchè mai, direte
voi, 'sti egiziani c'avevano da stare imbronciati?
C'avete
ragione mortacci loro, io sono qua in mezzo alle risaie e alla nebbia
e loro lì beati e hanno pure il coraggio di stare sversi, hanno.
Eh,
amici, il fatto è che brutte cose brutte assai si prospettavano per
il paese: sul trono sedeva Tolomeo XIII, detto “u strunz”.
Tolomeo
era più viscido di una lumaca, anche se sicuro sicurissimo lui manco
sapeva cosa fossero le lumache, perchè se una lumaca diceva alla sua
famiglia “Cia' regà, me ne vado in vacanza in Egitto” dopo due
minuti in spiaggia sotto il sole diventava più secca e grinzosa di
un hamburger del Mc Donald's.
Dicevamo,
il nostro Tolomeo aveva, a quel tempo, dato ospitalità a Pompeo,
triumviro romano, nemico ed ex socio del celebre Cesare e fondatore
della famosa compagnia calzaturiera “Pompea no stress”.
Gli
affari di recente non erano andati molto bene, e così Pompeo aveva
deciso di dare una bella lezione a Cesare a Farsalo, così quel
burino avrebbe capito quale terribile sbaglio aveva commesso a non
voler mettere in commercio le
calze-per-i-vegani-calde-come-quelle-di-lana-ma-non-di-lana.
Oh
sì, avrebbe pagato quell'errore col sangue.
Peccato
che Pom, vuoi per il troppo stress, vuoi per i troppi Mc Bacon che si
era magnato mentre guardava gli spettacoli al Colosseo, venne
miseramente sconfitto in quel triste giorno del 48 e corse a chiedere
asilo in Egitto.
“Oh,
caro, caro Pompeo – disse Tolomeo – ma certo che ti offrirò la
mia protezione! Aspetta, aspetta, è una svendita di calze
all'ingrosso quella che vedo là dietro??”
Manco
il tempo di girarsi e il nostro amico era già stato decapitato. Più
senza testa di Maria Antonietta e più sfigato di Paperino, un minuto
il romanaccio stava a provarsi autoreggenti e quello dopo puf!,
sparito.
Tolomeo,
gonfio di orgoglio, era già tutto ringalluzzito al pensiero di
presentare la testa a Cesare su un piatto d'argento, sicuro di
ingraziarselo.
Peccato
che il buon Cesare non apprezzò per nulla quel gesto e lo trovò
immensamente scortese, perchè ok che ogni paese ha le sue
tradizioni, ma non è buona educazione tagliare la testa agli ospiti,
e su questo non ci piove.
Quando
l'egiziano gli portò il capo dell'ex triumviro, il generale romano
mise in pausa la partita Lazio-Juve su Skype e, ci tramandano le
fonti, pronunciò tali parole: “Ah Tolomè, io uno più burino di
te non l'ho mai visto! Nun se fa così, ecco, provace n'antra vota e
te spiezzo in due. Mo famo 'na cosa, io governo l'Egitto, tu te ne
stai buono e muto sul trono e non rompi er BIIIIP e tutti semo
felici. Ah, e domani voglio vedere te e tua sorella Cleopatra qua nel
mio palazzo. Ora vattinne che c'è il servizio della D'Urso su Totti
e la Blasi e Scianel, sciò”.
Alt!
Fermi tutti! Se vi state chiedendo:
- Ma che sta a dire questa?
- Ma si droga?
- Non dovevamo parlare di signore, signorine e compagnia bella?
Nell'ordine
vi posso rispondere:
- Era un preambolo, e fatevi una bella iniezione di pazienza, cheddiamine.
- No. O forse mi drogo troppo per ricordarmi che mi drogo.
- Ecco, ora comincia la nostra storia.
Cleopatra
è, come si suol dire a Oxford, una bella gnocca. E' giovane, minuta
e affascinante.
Sa
che il fratello ha già provato a spezzarle le corna e lo farebbe
volentieri di nuovo, perchè Tolomeo è appunto più viscido della
lumaca detta sopra, e quindi la nostra amica ha bisogno di un alleato
potente.
Deve
fare un'entrata strafighissima a palazzo che gli permetta di
impressionare Cesare ma anche di evitare che il fratello la sgami
mentre è nella reggia.
E
dunque? E mo? E che famo? Vabbè, che domande: quello che ogni donna
farebbe, avvolgersi in un un tappeto e farsi recapitare nella stanza
del romano de Roma!
Immaginatevi
la Cleo che esce come una colomba dal cilindro, vestita di lino
bianco, ingioiellata, coi capelli corvini lucidi...come faceva Cesare
a non prestarle attenzione? Sicuramente gli si saranno drizzate
le...antenne.
E
niente, per farla breve i due si innamorano, sconfissero Tolomeo,
fecero un pupo (Cesarione) e un viaggio a Roma. Ah sì, e Cleo sposò
l'altro suo fratello Tolomeo XIV, ma tanto lui nessuno se lo fila
mai.
I
piccioncini stettero nell'Urbe per due anni, e Cleopatra fu
ovviamente chiacchierata e guardata con sospetto, un po' come
un'anziana guarda male ogni ipotetico scippatore sul bus o come Bossi
guarda gli stranieri.
Passò
un giorno, ne passò un altro, poi a marzo del 44...zac, Cesare venne
pugnalato alle spalle.
Letteralmente,
eh.
La
nostra eroina tornò in Egitto ma non si perse d'animo: sapete come
si suol dire, “morto l'uomo più potente del mondo, te ne sposi un
altro”, e stavolta fu il turno di Antonio.
Antonio,
Marco Antonio, con licenza di uccidere.
Di
nuovo, un colpo di fulmine: doveva essere un incontro politico, finì
in...ehm, censuriamo di nuovo. La regina arrivò a Tarso su una
barcazza profumosa di fiori, piena di belle tipe e cibo da paura.
“Mazza
oh – dissero tutti quelli che videro il vascello – 'sta regina
d'Egitto ci sta dentro”.
“Mazza
oh – disse Antonio quando la vide – 'sta qua due bottarelle...”.
“Mazza
oh – disse Cleopatra – 'sto Antonio stai a vedere come me lo
spenno”.
Complice
del buon vino e tanta di quella carne che la metà sarebbe bastata
per sfamare il Biafra, i due si chiusero sottocoperta e buonanotte al
secchio.
Il
giorno dopo la bella Cleo tornava ad Alessandria d'Egitto con Antonio
sotto un braccio e tre test di gravidanza positivi sotto l'altro.
Altro
che “16 and pregnant”.
Però...però,
però però.
C'è
un però.
Antonio
in realtà avrebbe dovuto farsela con Ottavia, sorella di Ottaviano
(viva l'originalità onomastica). Ottaviano era potente mica da
ridere. Ottaviano si era incazzato perchè “va' 'sta egiziana qua,
manco porta I pantaloni e detta legge, non ci sono più le stagioni
di una volta e pure il kebab non lo trovi più a 3.00 euri a
Torpignattara”.
Ottaviano
dunque si alzò un giorno e disse: “Ambrogio, ho voglia di qualcosa
di buono. Portami un Ferrero Rocher e l'Egitto”.
Pam,
detto fatto: il fedele Ambrogio comprò direttamente la Ferrero e un
bel po' di navi, che nel 31 fecero un mazzo tanto alla flotta di
Antonio ad Azio ('sti azzi...).
La
coppia si barricò ad Alessandria: lui si suicidò, Cesarione fu
ucciso, gli altri figli portati a Roma.
Cleopatra
si rinchiuse nel mausoleo dei Tolomei e si fece mordere da un aspide
facendo vedere a tutti che era una donna, sì, ma c'aveva le palle
quadre.
La
Cleopatra era una cazzuta, e questo è mio Ritratto.
Clara
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lunedì 11 novembre 2013
Plumcake al cacao
Piccolo esperimento di pasticceria: un dolce senza uova, latte e burro.
A quanto pare è possibile fare un dolce buono, ma anche leggero.
Ingredienti:
190 gr. di farina
30 gr di cacao
150 gr. di zucchero
300 ml di liquido (acqua + una tazzina di caffè oppure succo di arancia + un paio di cucchiai di rum)
1 bustina di lievito per dolci
zucchero a velo vanigliato ( piacere)
Procedimento:
In una ciotola versate i liquidi e aggiungete gradualmente farina e cacao setacciati, zucchero e lievito.
Con l’aiuto di una frusta elettrica lavorate fino a ottenere un composto liscio e cremoso
Foderate uno stampo da plumcake (o se preferite potete utilizzare i pirottini da muffin) e fate cuocere, per circa 30 minuti, in forno pre-riscaldato a 180° (se usate i pirottini ci vorranno 15/20 minuti).
A piacere, una volta che il plumcake sarà raffreddato, spolverizzate con dello zucchero a velo
E anche nella versione muffin
A quanto pare è possibile fare un dolce buono, ma anche leggero.
Ingredienti:
190 gr. di farina
30 gr di cacao
150 gr. di zucchero
300 ml di liquido (acqua + una tazzina di caffè oppure succo di arancia + un paio di cucchiai di rum)
1 bustina di lievito per dolci
zucchero a velo vanigliato ( piacere)
Procedimento:
In una ciotola versate i liquidi e aggiungete gradualmente farina e cacao setacciati, zucchero e lievito.
Con l’aiuto di una frusta elettrica lavorate fino a ottenere un composto liscio e cremoso
Foderate uno stampo da plumcake (o se preferite potete utilizzare i pirottini da muffin) e fate cuocere, per circa 30 minuti, in forno pre-riscaldato a 180° (se usate i pirottini ci vorranno 15/20 minuti).
A piacere, una volta che il plumcake sarà raffreddato, spolverizzate con dello zucchero a velo
E anche nella versione muffin
martedì 5 novembre 2013
Cupcake al limone
Per inauguare il forno ho scelto questa ricetta, ispiaatadal libro che stavo leggendo.
Peccato che la ricetta riportata si è rivelata un vero disastro, ma ormai mi ero messa in testa di preparare i cupcake al limone e quindi non mi sono data per vinta: un po' di ricerche tra vecchi appunti e nuove ricette trovate qui e lìsul web hanno prodotto questo
Ingredienti: (20 cupcake circa)
250g di farina 00
80g di fecola
150g di zucchero
1 bustina di lievito
25 gr di burro
buccia e succo di un limone grande
200ml di latte
1 uovo
un pizzico di sale
500 ml di panna
1 kg di cioccolato bianco
scorza grattugiata di 2 limoni
Procedimento:
Per prima cosa (io l'ho preparata la sera prima) preparate la ganache per glassare i cupcake.
Spezzettate il cioccolato bianco e meettetelo in una ciotola capiente.
Quando la panna arriva a bollore versatela sopra il cioccolato e mescolate fino a che il cioccolato non si sia sciolto completamente e la crema si sarà freddata.
Mettete la ciotola in frigo e di tanto in tando mescolatela fino a che non ha ripreso consistenza.
Per le tortine: pesate tutti gli ingredienti secchi scorza di limone compresa, e mescolateli in una ciotola.
In un'altra ciotola con una frusta sbattete l'uovo, con il latte, il burro fuso e il succo di limone.
Versate i liquidi nella farina sempre lavorando bene il tutto con la frusta in modo da non formare grumi.
Una volta che l'impasto è bello liscio e omogeneo versatelo nei pirottini per muffin, riempiendoli per circa 3/4.
Cuocete in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti
Sfornate i cupcake cotti e lasciateli raffeddare su una grata per dolci.
Con le fruste elettriche montate la ganache di cioccolato per qualche minuto fino a renderla liscia e soffice.
Mettete la ganche in un sac à poche e usatela per guarnire le cupcake.
Una menzione speciale per il mio assistente che si è in particolar modo impegnato con la glassa
Con questa ricetta partecipo al contest di Una fetta Di Paradiso "I Prodotti Da Forno"
Con questa ricetta partecipo al contest "L'abbuffata prima della dieta"
venerdì 1 novembre 2013
Tag Instagram
Beh visto che non sto cucinando molto in questo periodo, e visto che sono ancora senza forno quindi non posso sbizzarrirmi con gli esperimenti che vorrei, e visto che io adoro instagram: anche se non ci azzecca un tubo con il tema del blog ho deciso di fare anche io questo tag (e poi qui è casa mia e faccio un po' quello che mi pare no?!)
Rettifico il forno nuovo è arrivato (come vedrete in una delle foto), ora devo solo mettermi in ballo e cominciare ad usarlo come si deve, ma nel frattempo: fatevi un po' di cavoli miei, male non fa!
1- Da quanto tempo sei inscritto ad Instagram?
Se non è stata l prima app che ho scaricato quando ho comprato lo smartphon è statata la seconda, era ottobre 2012, quindi un anno fa più o meno
2- Qual è stata la prima foto che hai pubbicato?
Mia sorella e mio nipote che si ruffianano sul divano
3- Vai spesso su Instagram?
Molto spesso, direi più di 10 volte al giorno, anche perchè essendo molto immediato bastano pochi secondi per "aggiornarsi" sulle novità
4- Qual è la tua foto peggiore su Instagram?
Ho avuto il dubbio se si intendesse la peggiore che ho scattato, quella che mipiace meno, o la peggiore in cui io sono il soggetto, poi però guardando le varie foto mi sono accorta chele due cose coincidevano:
Senza trucco, occhiaie da notte completamente in bianco, lasciamo perdere vah che è meglio, però quanto sono belle le lenzuola con il castello di Hogwarts?
5- Qual è la tua foto che ha avuto più successo?
Credevo che la risposta ovvia sarebbe stata qualcosa da mangiare, e sì in effetti sono generalmente apprezzate quelle foto, ma a quanto pare la più apprezzata al momento è quella dei miei piedi con lo sfondo di Colin Firth in Orgoglio e Pregiudizio, il vero e unico Mr. Darcy.
Poi, come dicevo a seguire abbiamo foto di cibo:
6- Quanti folowers hai? e quanti segui?
Followes 38
Following 44
7- Chi è l'ultima persona che ha messo mi piace a una tua foto?
In contemporanea (e alla stessa foto), astratus, che poi sarebbe papà, e trilli3
8- Cita una persona famosa o marca che segui?
Ce ne sono vari, gli ultimi che ho aggiunto sono:
Le Pandorine, adoro le loro borse
Gulia Luzi che interpreta Giulietta nel musical: Romeo e Giulietta Ama e Cambia il Mondo
9- Mostra da una a tre tue foto che preferisci
Stesso dilemma della domanda precedente: mia nel senso di quelle che ho scattato io, o mia nel senso di una foto dove compaio io? nel dubbio facciamo un po' di entrambi, anche perchè la preferita in assoluto è decisamente questa:
Io e mio nipote prima di andare a dormire
Tra quelle cho ho scattato io e che preferisco: la mia Rainbow Cake, in preparazione e pnella fase di pulizia
Se però teniamo conto anche dei video (visto che ormai ci siamo evoluti) al primo posto tra le cose che ho pubblicato su Instagram c'è sicuramente questo:
Ditemi: è o non è i l ritratto della felicità?
10- Qual è l'ultima foto che comare sul tuo profilo?
l'ultima foto che ho scattato io è il primo dolce che sta cuocendo nel nuovo forno (esperimento non riuscito purtroppo)
mentre l'ultima che mi compare nella home è quella degli Oreo Scones
Rettifico il forno nuovo è arrivato (come vedrete in una delle foto), ora devo solo mettermi in ballo e cominciare ad usarlo come si deve, ma nel frattempo: fatevi un po' di cavoli miei, male non fa!
1- Da quanto tempo sei inscritto ad Instagram?
Se non è stata l prima app che ho scaricato quando ho comprato lo smartphon è statata la seconda, era ottobre 2012, quindi un anno fa più o meno
2- Qual è stata la prima foto che hai pubbicato?
Mia sorella e mio nipote che si ruffianano sul divano
3- Vai spesso su Instagram?
Molto spesso, direi più di 10 volte al giorno, anche perchè essendo molto immediato bastano pochi secondi per "aggiornarsi" sulle novità
4- Qual è la tua foto peggiore su Instagram?
Ho avuto il dubbio se si intendesse la peggiore che ho scattato, quella che mipiace meno, o la peggiore in cui io sono il soggetto, poi però guardando le varie foto mi sono accorta chele due cose coincidevano:
Senza trucco, occhiaie da notte completamente in bianco, lasciamo perdere vah che è meglio, però quanto sono belle le lenzuola con il castello di Hogwarts?
5- Qual è la tua foto che ha avuto più successo?
Credevo che la risposta ovvia sarebbe stata qualcosa da mangiare, e sì in effetti sono generalmente apprezzate quelle foto, ma a quanto pare la più apprezzata al momento è quella dei miei piedi con lo sfondo di Colin Firth in Orgoglio e Pregiudizio, il vero e unico Mr. Darcy.
Poi, come dicevo a seguire abbiamo foto di cibo:
Muffin Oreo e dulche de leche
6- Quanti folowers hai? e quanti segui?
Followes 38
Following 44
7- Chi è l'ultima persona che ha messo mi piace a una tua foto?
In contemporanea (e alla stessa foto), astratus, che poi sarebbe papà, e trilli3
8- Cita una persona famosa o marca che segui?
Ce ne sono vari, gli ultimi che ho aggiunto sono:
Le Pandorine, adoro le loro borse
Gulia Luzi che interpreta Giulietta nel musical: Romeo e Giulietta Ama e Cambia il Mondo
9- Mostra da una a tre tue foto che preferisci
Stesso dilemma della domanda precedente: mia nel senso di quelle che ho scattato io, o mia nel senso di una foto dove compaio io? nel dubbio facciamo un po' di entrambi, anche perchè la preferita in assoluto è decisamente questa:
Io e mio nipote prima di andare a dormire
Tra quelle cho ho scattato io e che preferisco: la mia Rainbow Cake, in preparazione e pnella fase di pulizia
Se però teniamo conto anche dei video (visto che ormai ci siamo evoluti) al primo posto tra le cose che ho pubblicato su Instagram c'è sicuramente questo:
10- Qual è l'ultima foto che comare sul tuo profilo?
l'ultima foto che ho scattato io è il primo dolce che sta cuocendo nel nuovo forno (esperimento non riuscito purtroppo)
mentre l'ultima che mi compare nella home è quella degli Oreo Scones
martedì 29 ottobre 2013
Libri IN cucina 1
Personalmente non amo circondarmi di ricettari, ma di libri veri e proprio, romanzi per intenderci, sì (come potete vedere nella colonna qui accanto dalla mia pagina aNobii in continua evoluzione), e visto che ultimamente cucino poco, ho molto più tempo per leggere.
E sta mattina mentre finivo un romanzo ho avuto un'illuminazione: ci sono parecchi libri che ruotano intorno alla cucina. Così quando mi capita di leggerne qualcuno interessante potrei anche parlarne qui, lo so spesso e volentieri sono libri leggeri e spensierati (magari con trame che si somigliano pure un po'), che richiedono poco impegno, ma è uno di motivi per cui mi piacciono. Oltre al fatto che evocano un'atmosfera e un profumo tutto particolare per via della loro ambientazione.
Non sono molto brava con le recensioni, ma ci proviamo lo stesso.
"Cupcake Club" di Roisin Meaney
Hannah è una vera maga in cucina: torte, pasticcini e dessert prelibati non hanno segreti per lei. Sin da bambina, il suo sogno è sempre stato quello di aprire un negozio dove vendere gustose e coloratissime cupcake. E finalmente sta per realizzarlo: il Cupcake Club sarà una novità assoluta per la tranquilla cittadina irlandese di Clongarvin, e lei è pronta a lavorare sodo perché sia un successo. Ma proprio il giorno prima dell'inaugurazione, la vita di Hannah viene sconvolta: il suo fidanzato, Patrick, le confessa di essere innamorato di un'altra e va via di casa. All'improvviso, il coronamento di un sogno sembra coincidere con il peggiore degli incubi. Hannah non può fare altro che rifugiarsi nel suo dolce mondo di pan di spagna appena sfornato, glasse al caffè, vaniglia, gocce di cioccolato e nocciole tostate. E dal bancone del suo negozio osserva la vita degli abitanti di Clongarvin, che continua a scorrere tra nuovi amori, pettegolezzi e colpi di scena. Ma presto Hannah scoprirà che anche per lei il destino ha in serbo una dolcissima sorpresa...
Costo: 9.90 euro euro (3.99 formato kindle)
Mi sono innamorata di questo libro credo alla terza riga o giù di lì, cioè appena la protagonista ha reso noto il suo progetto: aprire un negozio di Cupcake.
Ho cominciato a saeltellare per casa dicendo "Lo voglio fare anche io".
Non si tratta di un libro che lascerà un segno: Hannah lascia il suo lavoro per intrapprendere quuesta nuova attività, e proprio mentre pensa che la sua vita stia per raggiungere la perfezione tutto va a rotoli.
Ma tra uno scandalo di paese e l'altro alla fine riesce a rimettere tutto a posto.
Un punto in più perchè il finale (nonostante sia assolutamente roseo) è meno scontato di quanto non pensassi.
"Mai fidarsi del cuoco" di Katie Fforde
Nei dieci anni dalla fine del suo tempestoso matrimonio con Lucas, Penny Dylan è cambiata: a ventinove anni è una donna più attraente e sicura di sé che ha imparato a stare bene con sé stessa. Proprietaria di una serra nella campagna inglese dove coltiva biologicamente ortaggi ed erbe aromatiche che fornisce ai ristoranti della zona, Penny è orgogliosa di essere riuscita a rimettere in sesto la propria vita e a dimenticare quanto ha amato, e poi odiato, l'ex marito. Ma un giorno scopre che il suo principale cliente, un hotel rinomato per la cucina, ha assunto un nuovo chef, e questi altri non è che Lucas! È inevitabile che il mondo di Penny cominci a tremare, ma questa volta lui troverà pane per i suoi denti.
Costo: 9.90 euro
Il target di questo libro è pre-adolescenziale, scritto in maniera molto semplice e scorrevole, quindi decisamente adatto a letteri di quell'età, forse un po' meno per gli aduti più "raffinati".
Tutto questo non mi ha impedito assolutamente di apprezzare, e molto, una storia veramente graziosa.
E sta mattina mentre finivo un romanzo ho avuto un'illuminazione: ci sono parecchi libri che ruotano intorno alla cucina. Così quando mi capita di leggerne qualcuno interessante potrei anche parlarne qui, lo so spesso e volentieri sono libri leggeri e spensierati (magari con trame che si somigliano pure un po'), che richiedono poco impegno, ma è uno di motivi per cui mi piacciono. Oltre al fatto che evocano un'atmosfera e un profumo tutto particolare per via della loro ambientazione.
Non sono molto brava con le recensioni, ma ci proviamo lo stesso.
"Cupcake Club" di Roisin Meaney
Hannah è una vera maga in cucina: torte, pasticcini e dessert prelibati non hanno segreti per lei. Sin da bambina, il suo sogno è sempre stato quello di aprire un negozio dove vendere gustose e coloratissime cupcake. E finalmente sta per realizzarlo: il Cupcake Club sarà una novità assoluta per la tranquilla cittadina irlandese di Clongarvin, e lei è pronta a lavorare sodo perché sia un successo. Ma proprio il giorno prima dell'inaugurazione, la vita di Hannah viene sconvolta: il suo fidanzato, Patrick, le confessa di essere innamorato di un'altra e va via di casa. All'improvviso, il coronamento di un sogno sembra coincidere con il peggiore degli incubi. Hannah non può fare altro che rifugiarsi nel suo dolce mondo di pan di spagna appena sfornato, glasse al caffè, vaniglia, gocce di cioccolato e nocciole tostate. E dal bancone del suo negozio osserva la vita degli abitanti di Clongarvin, che continua a scorrere tra nuovi amori, pettegolezzi e colpi di scena. Ma presto Hannah scoprirà che anche per lei il destino ha in serbo una dolcissima sorpresa...
Costo: 9.90 euro euro (3.99 formato kindle)
Mi sono innamorata di questo libro credo alla terza riga o giù di lì, cioè appena la protagonista ha reso noto il suo progetto: aprire un negozio di Cupcake.
Ho cominciato a saeltellare per casa dicendo "Lo voglio fare anche io".
Non si tratta di un libro che lascerà un segno: Hannah lascia il suo lavoro per intrapprendere quuesta nuova attività, e proprio mentre pensa che la sua vita stia per raggiungere la perfezione tutto va a rotoli.
Ma tra uno scandalo di paese e l'altro alla fine riesce a rimettere tutto a posto.
Un punto in più perchè il finale (nonostante sia assolutamente roseo) è meno scontato di quanto non pensassi.
"Mai fidarsi del cuoco" di Katie Fforde
Nei dieci anni dalla fine del suo tempestoso matrimonio con Lucas, Penny Dylan è cambiata: a ventinove anni è una donna più attraente e sicura di sé che ha imparato a stare bene con sé stessa. Proprietaria di una serra nella campagna inglese dove coltiva biologicamente ortaggi ed erbe aromatiche che fornisce ai ristoranti della zona, Penny è orgogliosa di essere riuscita a rimettere in sesto la propria vita e a dimenticare quanto ha amato, e poi odiato, l'ex marito. Ma un giorno scopre che il suo principale cliente, un hotel rinomato per la cucina, ha assunto un nuovo chef, e questi altri non è che Lucas! È inevitabile che il mondo di Penny cominci a tremare, ma questa volta lui troverà pane per i suoi denti.
Costo: 9.90 euro
Guardando altre recensioni di questo libro ho notato che molti lamentano che sia un po' sottotono rispetto agli altri della stessa autrice, ma essendo questo l'unico libro della Fforde che ho letto, non ho un metro di paragone.
La storia è carina, ma si basa sul principio: ci amavamo, ci odiavamo, ci amiamo ancora.
arino, insomma non aspettatevi colpi di scena.
"Profumo di cioccolato" di Kathryn Littlewood
I genitori di Rose hanno una pasticceria, la Bliss Bakery. E i loro sono
dolci magici, nel vero senso della parola! I genitori di Rose hanno
anche un segreto: è il Magiricettario, un antico volume che raccoglie
ricette magiche, come i Ciococroissant della Felicità e la Torta
Tornaindietro alle more. Il giorno in cui i signori Bliss si assentano
si presenta alla porta una misteriosa "zia" Lily: alta, bella, vestita
di viola, e in più cucina spettacolari piatti esotici. Rose e i suoi
fratelli non ricordano di averla mai conosciuta, ma pensano che sarebbe
carino offrirle qualcosa di magico. La magia, però, va maneggiata con
cura, perché potrebbe essere esplosiva. E quando in città tutti si
innamorano di tutti e la gente comincia a scambiarsi verità che era
meglio non condividere. toccherà a Rose rimediare.
Costo: 9.50 euro (6.99 formato kindle)
Il target di questo libro è pre-adolescenziale, scritto in maniera molto semplice e scorrevole, quindi decisamente adatto a letteri di quell'età, forse un po' meno per gli aduti più "raffinati".
Tutto questo non mi ha impedito assolutamente di apprezzare, e molto, una storia veramente graziosa.
Ho adorato Rose, un eroina che salva il mondo a suon di dolci.
Sono rimasta un po' spiazzata quando arrivata alla fine del libro ho scoperto che c'era un seguito.
Un seguito che leggerò sicuramente.
martedì 15 ottobre 2013
Cous Cous zucchine e pomodori secchi
Mi piace provare abbinamenti nuovi, questo non ha nulla di particolarmente innovativo, me ne rendo conto, ma non lo avevo mai provato.
Io l'ho preparato come piatto unico per una centa tra amiche piuttosto improvvisata, la preparazione è semplice e veloce, e il risultato finale è saporito, ma non eccessivo.
Personalmente ho preferito servirlo caldo, ma credo che anche freddo avrebbe il suo perché
Ingredienti:
2 zucchine
150 gr di pomodori secchi sott'olio
1/2 cipolla
50 gr di mandorle a lamelle
300 gr di cous cous precotto
olio extravergine d'oliva
basilico
sale
Preparazione:
Mettete un paio di cucchiai di olio in una padella ampia, e usateli per soffriggere la cipolla triatata molto finemente.
Lavate e le zucchine, spuntatele, e tagliatele in fettine sottili.
Buttate le zucchine nela padella col soffritto e fatele cuocere, rigirandole in modo da non farle bruciare o attaccare per 10/15 minuti (devono essere cotte , ma non mollicce)
Tagliate i pomodori secchi a strisce fateli saltare per alcuni minuti nella padella insieme alle zucchine.
In una pentola fate bollire 300 ml di acqua con un cucchiaio di sale e 4 cucchiai di olio.
Aggiungete il cous cous all'acqua bollente mescolando delicatamente, fatelo gonfiare per un paio di minuti, e poi sgranandolo con la forchetta fate cuocere ancora per 4 o 5 minuti.
Scaldate una padella antiaderente, fate tostare per un paio di minuti le mandorle a lamelle, e unitele alle zucchine e pomodori.
Una volta che il cous cous è pronto unitelo al codimento nella padella, aggiungete il basilico lavato e tritato e fate saltare il tutto un paio di minuti, aggiungendo, se necessario un po' di olio.
Io l'ho preparato come piatto unico per una centa tra amiche piuttosto improvvisata, la preparazione è semplice e veloce, e il risultato finale è saporito, ma non eccessivo.
Personalmente ho preferito servirlo caldo, ma credo che anche freddo avrebbe il suo perché
Ingredienti:
2 zucchine
150 gr di pomodori secchi sott'olio
1/2 cipolla
50 gr di mandorle a lamelle
300 gr di cous cous precotto
olio extravergine d'oliva
basilico
sale
Preparazione:
Mettete un paio di cucchiai di olio in una padella ampia, e usateli per soffriggere la cipolla triatata molto finemente.
Lavate e le zucchine, spuntatele, e tagliatele in fettine sottili.
Buttate le zucchine nela padella col soffritto e fatele cuocere, rigirandole in modo da non farle bruciare o attaccare per 10/15 minuti (devono essere cotte , ma non mollicce)
Tagliate i pomodori secchi a strisce fateli saltare per alcuni minuti nella padella insieme alle zucchine.
In una pentola fate bollire 300 ml di acqua con un cucchiaio di sale e 4 cucchiai di olio.
Aggiungete il cous cous all'acqua bollente mescolando delicatamente, fatelo gonfiare per un paio di minuti, e poi sgranandolo con la forchetta fate cuocere ancora per 4 o 5 minuti.
Scaldate una padella antiaderente, fate tostare per un paio di minuti le mandorle a lamelle, e unitele alle zucchine e pomodori.
Una volta che il cous cous è pronto unitelo al codimento nella padella, aggiungete il basilico lavato e tritato e fate saltare il tutto un paio di minuti, aggiungendo, se necessario un po' di olio.
lunedì 7 ottobre 2013
Ritratto di Signora: L'incubo delle spose bambine
Buon lunedì, eccoci qui ancora con la nostra rubrica.
Questa settimana è Miki che ci parla di un argomento assolutamente attuale.
Non
mi importava che fosse con Arthur (Candy
Candy) o Paul (Rensie
la strega) o Edward (Milly,
un giorno dopo l'altro), avrei indossato un enorme abito bianco,
sarei salita su una sontuosa carrozza, da far appassire la zucca di
Cenerentola, e sarei andata a coronare il mio sogno di bambina.
Uno
dei tanti, in effetti. Fare la regina era decisamente al primo posto.
Lo
avrei fatto all'età giusta, dopo aver incontrato la persona giusta e
per i giusti motivi.
Ero
ignara all'epoca, e probabilmente ne sono poco consapevole anche
adesso, che quello che per me poteva essere un sogno astratto, per
altre bambine era un incubo
concreto,
che si avverava e si avvera troppo presto.
Forse,
e sottolineo forse, ad uno sguardo distratto e veloce, queste bimbe
non appaiono poi tanto diverse da come apparivo io e le mie amichette
il giorno della prima comunione, fiere dei nostri abiti bianchi e
svolazzanti e sicuramente vanitose e un po' frivole. Eppure le due
cose non possono essere più lontane, non possono essere più
diverse.
Mentre
a fine giornata noi eravamo stanche, spettinate, sfoggiavamo almeno
una macchia sulla gonna immacolata (la mia è del cocktail di gamberi
che mi sono buttato addosso praticamente ad inizio pranzo, Ed è
ancora lì) e guardavamo adoranti i regali ricevuti, loro si
ritrovano stanche e terrorizzate di fronte ad un marito che non avrà
nessun rispetto della loro età, della loro innocenza, della loro
purezza.
Spesso, affrontando il discorso con altre persone, mi sono sentita rispondere "fa parte della tradizione locale. Se vivessimo lì, ci sembrerebbe normale."
Normale...
Nel
Giugno del 2011, Stephanie
Sinclair,
fotografa per il New York Times e per il National Geographic, alle
cui colleghe abbiamo dedicato un ritratto, che potete leggere QUI,
ha immortalato la tradizione, ha fotografato questa incomprensibile e
raccapricciante normalità in un servizio, Child
Brides,
e successivamente girando un breve documentario dal titolo Too
Young To Wed.
Asia,
14 anni, mamma di due bambine. Non si è mai ripresa dal parto,
manifesta frequenti emorragie e non ha la minima idea di come
prendersi cura delle sue figlie e di se stessa.
Rajani,
5 anni, in braccio allo zio che, nel cuore della notte, la porta alla
cerimonia nuziale.
In
India i matrimoni infantili sono illegali, le cerimonie avvengono i
gran segreto, con la complicità dell'intero villaggio.
Surita,
16 anni, Nepal. Piange disperata mentre viene trascinata fuori dalla
sua casa per essere condotta nel villaggio del marito.
Tahani (in
rosa) ha 6 anni. Suo marito ne ha 25.
"Tutte
le volte che lo vedevo, cercavo di nascondermi. Lo odiavo."
La
storia di Tahani è quella che ha più colpito Stephanie. Non è più
terribile di altre, ma è stato impressionante trovarsi di fronte una
bimba di 8 anni (nel momento in cui l'ha incontrata lei), che non ha
perso ancora tutti i denti da latte, ma che ha un fare di donna
vissuta, in grado di parlare delle sue esperienze sessuali. Un
comportamento che è un segno evidente del trauma subito.
Nujoud
Ali,
10 anni, è diventata un'eroina nello Yemen. E' scappata da un marito
violento, molto più vecchio di lei, ha ottenuto il processo ed il
divorzio ed è potuta tornare a scuola.
In
molti dei Paesi visitati dalla Sinclair, che sono India, Yemen,
Afghanistan, Nepal ed Etiopia, i matrimoni infantili sono proibiti,
in altri l'età delle giovani spose è stata innalzata a 15 anni, in
altri ancora tale "limite" è stato abolito.
Bambine
strappate alla loro infanzia, spesso vendute dalle famiglie,
scambiate oppure rapite e violentate per poi essere rivendicate come
mogli.
Le
conseguenze fisiche e psicologiche sono devastanti, spesso fatali.
Non
ultima la storia di Rawan, 8 anni, una bambina yemenita morta in una
camera d'albergo per lesioni interne, dopo la prima notte di nozze.
E' pensando a Rawan che ho deciso di scrivere questo articolo.
Cerco
di immaginare la sua perplessità, la sua paura, il suo dolore e
provo un'angoscia devastante, che so essere nemmeno lontanamente
paragonabile a quello che ha vissuto lei.
Una
bambina poco più grande di mia nipote, che spesso ho paura di
abbracciare troppo forte per il timore di farle male, il cui visino
riesco ancora ad accogliere tra i palmi delle mie mani come un tesoro
prezioso, che sprizza vivacità da tutti i pori...
Come può essere normale tutto questo?
"Penso che la cosa da cui dobbiamo partire è che nella maggior parte dei casi queste bambine non vogliono sposarsi" afferma Stephanie Sinclair, in un'intervista di Rena Silverman, per il National Geographic.
"Come
ha detto qualcuno al CSW (Commissione sullo stato della donna):
cerchiamo di essere onesti, quando un ventenne fa sesso con una
bambina di otto anni, è stupro. E' stupro di minori. E' qualcosa che
non possiamo accettare".
Nel
momento dell'intervista, sono passati due anni dalla realizzazione
del servizio fotografico e, per fortuna, qualcosa è cambiato: c'è
una maggiore consapevolezza del fenomeno, su cui si è focalizzata
l'attenzione di diverse organizzazioni, tra cui The
Elders,
un gruppo di leaders mondiali, che ha fondato Girls
Not Brides,
che oggi conta più di 200 volontari nei Paesi interessati dal
fenomeno.
La
stessa Sinclair continua a lavorare sul tema, assieme ad una collega,
Jessica Dimmock, con la quale ha aperto il blog tooyoungtowed.org.
Per
Stephanie l'istruzione, l'educazione e l'informazione sono le uniche
armi con cui combattere, e non solo per quanto riguarda le bambine,
ma per le loro famiglie e per l'intera comunità, per far comprendere
loro "l'impatto
nocivo del matrimonio precoce sulla salute delle loro ragazze, delle
loro nipoti e la loro società nel complesso."
Stephanie
e Jessica sono da poco rientrate dalla Tanzania, dove hanno raccolto
informazioni sulle ripercussioni sanitarie delle giovani spose.
Fistola, prolasso uterino e rottura dell'utero sono solo alcuni dei
tanti problemi di cui soffrono le vittime.
Durante
la permanenza nello Yemen, una ginecologa pronunciò queste parole:
"Quando
le ragazze nel vostro Paese sono all'inizio della loro vita, le
ragazze nel nostro Paese sono alla fine"
Miki.
FONTI:
Tutto questo è qualcosa che non può lasciare indifferenti.
Non ci si può trincerare dietro alla tradizione e tirare avanti come se nulla fosse.
La storia di Rawan, citata da Miki, è solo l'ultima di cui abbiamo sentito parlare, ma chissà quante altre ce ne sono.
Nessuna donna dovrebbe essere costretta a sposrsi, e figuriamoci se questo può essere accettabile per delle bambine che dovrebbero stare a casa a giocare a fare le mamme, non ad esserlo.
Come sempre potete leggere questo articolo anche sui blog di:
Monica Book Land
Miki Miki In The Pinkland
Michele Mr.Ink. diario di una dipendenza
Francesa di Franci lettrice sognatrice
Clara ThePauperFashionistMiki Miki In The Pinkland
Michele Mr.Ink. diario di una dipendenza
Francesa di Franci lettrice sognatrice
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